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Jessica Beatrice Fletcher, il mio sogno erotico


Diario


31 agosto 2005

Vorrei investigare come Jessica Fletcher.

Ieri ero dal barbiere. Non che io abbia ancora tanti capelli (almeno, non ho la fulva capigliatura della mia amata Jessica Fletcher), ma ogni tanto ci devo andare, se non altro per togliere i peli dalle orecchie. Ebbene, il mio barbiere mi ha fatto aspettare così tanto che non sono potuto tornare a casa né per pranzare né per guardare l'episodio di ieri in cui la mia Jessica Fletcher ha risolto l'ennesimo caso. Passi il pranzo saltato: meglio evitare le porcherie che mi prepara mia moglie. Ma saltare il mio telefilm preferito proprio no. Comunque, c'era alla radio una canzone di un tale che voleva cantare come Biagio Antonacci. A me di questo Biagio Antonacci non frega un fico secco, ma ho pensato che quel giovanotto deve proprio amare Biagio Antonacci come io amo Jessica Fletcher. Allora mi sono fatto dire dal barbiere il titolo esatto della canzone, per cercarla su internet e riadattarla alla mia grande passione: Jessica Fletcher. Ecco il risultato (Jessica Fletcher l'ho scritta in grassetto).

Rit: Vorrei investigare come Jessica Fletcher
Vorrei pesare come Jessica Fletcher
Firmare autografi alle fan, riempire i cinema
E fare quel che fa Jessica Fletcher
Vorrei vestirmi come Jessica Fletcher
Vorrei convivere con Jessica Fletcher
Se fin da piccolo il mio mito era Rita Hayworth
Con Audrey Hepburn e Marlene Dietrich, adesso è solo Jessica Fletcher

Godo della stima dei miei simili e per quanto sia nostalgico non sono stato mai dallo sceriffo Tupper.
Le stelle che ho le riconosco, sono come il sindaco Sam Booth perso in questi sottoboschi investigativi.
Credici, mi dicono, credici e arriverai a Cabot Cove o a Castle Cove,
fidati, mi dicono, fidati, ce la fai. Ma io mi sento un assassino condannato all’ergastolo.
Mi stimano tantissimo i colleghi investigatori, i commissari di polizia e pure gli sceriffi,
mi vuole bene questo pubblico di maniaci di Jessica Fletcher, ma io mi sento piccolo come un biscotto cucinato da Jessica Fletcher.

Rit.

Pesante la tua letteratura sopraffina, la trovi in libreria, in tv e sul mio blog,
mentre a me mi trovi in soggiorno ogni giorno, a sorbirmi l’alce in salmì di mia moglie.
Purtroppo tra le lenzuola dei motel non ci facciamo compagnia
La costruzione di un amore è sempre un’alchimia di sesso e di omicidi risolti,
tu sei una gran gnocca, ti dedico ‘sto pezzo e spero che ricambierai la cortesia.

Rit.

Sono bravo a scrivere romanzi gialli, sì, ma tu di più, ma tu di più,
sono bravo a risolvere omicidi insolubili, sì, ma tu di più,
ma quanto tempo e ancora, io dovrò darci dentro
quanto tempo e ancora mi viene da star male perché

Rit.

Purtroppo io non sono Jessica Fletcher.




permalink | inviato da il 31/8/2005 alle 13:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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